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Costruire questo museo è stato come costruire Notre Dame, ma dopo

Nel 2001 feci la mia prima esperienza di vita da sola e, soprattutto, di vita all’estero. Li ricordo molto bene i giorni prima della partenza. E ricordo bene con quanta fatica convinsi mio padre a lasciarmi andare a Madrid per sei lunghi mesi. Alla fine le mie enormi valigie ed io prendemmo il volo. E no, all’epoca non esistevano i voli low cost. I voli erano tutti di linea e costavano un occhio della testa. Sono stati sei mesi che porterò sempre nel cuore. I primi della mia indipendenza. I primi in una città che amo molto.

Durante quel periodo girai molto il Paese. Per me, che sono nata su un’isola, il fatto di poter prendere un treno e andare lontano era una scoperta e un richiamo di libertà a cui proprio non potevo sottrarmi. Negli anni sono tornata spesso in Spagna. Sarà che è molto facile da raggiungere dall’Italia, sarà che gode della fama di essere una vacanza carina e low cost, ma sta di fatto che è una delle destinazioni che ho visitato di più nella mia vita. Per questo motivo ho quasi una sorta di rifiuto. Proponetemi un viaggio a Barcellona e la mia risposta sarà quasi sempre un bel no.

Quando però a dicembre mi sono trovata a dover organizzare le vacanze estive e ho trovato un biglietto quasi regalato per volare a Bilbao, non ci ho pensato due volte. I Paesi Baschi mancavano all’appello e sapete ormai tutti quanto ami le ambientazioni nordiche. E i Paesi Baschi, nonostante facciano parte del territorio spagnolo, hanno caratteristiche diverse, che a tratti ricordano i paesaggi della Scozia o dell’Irlanda. Beh, in poche parole, una settimana e me ne sono innamorata.

Vero è che per visitarli bene ci vorrebbe molto più di una settimana. Però questo è il tempo che ho avuto a disposizione e che mi sento di condividere con voi. Parto anche da un presupposto: questo è stato un anno particolare e, per fortuna e purtroppo, ho goduto di una Bilbao quasi deserta, senza file e senza troppi turisti. Per la prima volta in vita mia ho viaggiato in Spagna senza quasi sentire la parlata italiana. Ed è stato parecchio strano.

Bilbao cosa vedere in una settimana - foto copertina

Il cuore di Bilbao: il casco viejo

Bilbao è una città di quasi 350 mila abitanti. Piccola, direte, se paragonata ad altre città spagnole. Forse è anche la più famosa dei Paesi Baschi, nonostante non sia neppure la capitale della Comunidad Autonoma. E forse neppure la più bella: pare che San Sebastian la batta in fascino, ma il regno dei surfisti non rientrava nel mio itinerario, quindi il dubbio rimane anche a me.

Le zone storiche delle città hanno sempre un forte richiamo nel mio immaginario e anche Bilbao ha la sua zona storica, quella del Casco Viejo. Un primo incontro con la città non può prescindere da una passeggiata tra quelle che sono conosciute come le antiche sette vie, un dedalo di stradine intricate tra cui è difficile trovare un raggio di sole, ma in cui si concentra il vero cuore di Bilbao e la sua anima antica.

Si tratta di sette strada parallele, i cui nomi richiamano le vecchie arterie del centro e le attività commerciali che un tempo erano presenti negli usci di quei palazzi colorati. La via dei macellai, ad esempio. Ed è semplice immaginarsi una vita frenetica al suo interno, dove oggi hanno posto le tante tabernas e numerosi negozi di ogni tipo.

Se alzate gli occhi al cielo vedrete spuntare ombrelli appesi alle finestre che proteggono i panni stesi dalla pioggerellina fitta che alberga nei cieli di Bilbao.

È dal Casco Viejo che dovete partire per respirare l’atmosfera Bilbaina. Qui godrete dell’architettura tipica della Biscaglia e avrete anche il sentore dello spirito indipendentista dei suoi cittadini. Non è raro, infatti, imbattersi in graffiti e murales che evidenziano l’identità basca. Certo è che i colori qui la fanno da padrona e vi ritroverete quasi sempre con il naso all’insù per non perdere neppure una sfumatura del design particolare delle sue costruzioni.

Bilbao è diversa dal resto della Spagna, ma arrivati in Plaza Nueva sentirete la familiarità delle più classiche plazas mayores iberiche. È un salotto in città, con tanti bar di pintxos stagliati lungo i portici e un chiacchiericcio continuo e confuso in ogni angolo.

Bilbao è piena di piazze e il mio consiglio è quello di girovagare per il Casco Viejo per ammirarle tutte. In Plaza Mallona troverete anche la Calzada de Mallona, ovvero una lunga scalinata che vi condurrà ad un quartiere alto di Bilbao, quello della Begoña, sede anche della Basilica omonima, tanto cara agli abitanti della città.

La Bilbao moderna

Se il Casco Viejo conserva quello spirito antico e quasi romantico, credo davvero che sia la parte moderna di Bilbao che riuscirà ad incantarvi sopra ogni vostra immaginazione. Qui il futuro è arrivato e il design diventa il protagonista vivente di ogni angolo di strada. È come passeggiare in un museo di arte contemporanea a cielo aperto. Elegante, a tratti snob, aperta e libera: queste sono le sensazioni che ho vissuto durante le mie lunghissime passeggiate nella Bilbao moderna.

Bilbao moderna - Le Plume

Una passeggiata lungo il Nerviòn, la “Rìa” di Bilbao

Amo le città con i fiumi e questo è un dettaglio che sicuramente ha contribuito a farmi innamorare di Bilbao. Il fiume in questione è il Nerviòn, che sfocia nel Mar Cantabrico ed è sormontato da una decina di ponti. Ponti che ovviamente ricalcano la passione per l’architettura di questa città. C’è il Puente de la Salve, vicino al Guggenheim. E c’è quello contestassimo, ma meraviglioso, di Calatrava. Ricalca un po’ quello di Venezia, con la sua magnificenza, ma soprattutto con la sua superficie di vetro, che, se nella città lagunare è rimasto così, come mamma (o babbo) l’ha fatto, a Bilbao è stato ricoperto da una sorta di tappeto morbido, dopo le innumerevoli cadute degli abitanti della città. Questo della polemica sulla costruzione del ponte è un dettaglio che ho scoperto in seguito, ma è stata la prima domanda che mi sono posta mentre lo attraversavo per la prima volta.

Fateli tutti i ponti e camminateci sopra (in alcuni ci sono anche gli ascensori), perché il panorama della città che si riflette sullo specchio d’acqua è qualcosa di strepitoso.

Città sul fiume che vai, casine sul fiume che trovi. Bilbao ne è piena. E sono tutte colorate. Credo che a volte il Nerviòn cerchi di riprendersi un po’ della sua antica libertà e per questo le case sono state costruite più in alto rispetto al livello del fiume e dotate di scalette per accedervi. Le troverete nella riva opposta rispetto a quella del Casco Viejo e vi consiglio di farci una passeggiata anche la sera: è una zona meno turistica rispetto al centro della città e troverete gli abitanti intenti a tomar cervezas, in un’atmosfera carina e rilassata.

Il gioiello di Bilbao: il Guggenheim

Qualche anno fa (parecchi ormai) ho visitato il Guggenheim di New York. Beh, posso dire con certezza che quello di Bilbao vince su quello della Grande Mela. Gli esterni sono un qualcosa che lasciano senza parole. Arte nell’arte. Nulla qui è lasciato al caso. E da qualsiasi parte della città lo si osservi, il Guggenheim rapisce la mente e gli occhi. All’esterno infatti ci sono diverse installazioni, che hanno reso questo museo così famoso nel mondo. Puppy, il cane di fiori, è forse quello più conosciuto. Insieme anche al gigantesco ragno, sotto il quale una foto ricordo è d’obbligo. Di tanto in tanto vi ritroverete anche davanti a performance artistiche. O meglio, immersi in performance artistiche, visto che dall’acqua sottostante il Guggenheim ogni quarto ‘ora più o meno fuoriesce del vapore che circonda persone e museo.

Se gli esterni ammaliano, gli interni rappresentano un momento incredibilmente totalizzante. Insieme alle varie opere d’arte permanenti o temporanee, ci sono anche tutta una serie di installazioni che diventano esperienze sensoriali a tutto tondo. Giochi di luce e di specchi, sale nascoste che creano viaggi mentali, tutto è sistemato ad hoc per far entrare i visitatori in una sorta di mondo parallelo.

Considerate almeno mezza giornata se volete godere del museo appieno. E se volete andar oltre la semplice visita, sappiate che il museo apre le sue porte a tutta una serie di eventi anche musicali. È un luogo d’arte sì, ma l’arte qui la si può vivere anche ascoltando, ad esempio della musica jazz o mangiando nel suo ristorante stellato Nerua. Unico accorgimento: prenotate le attività extra con molto anticipo.

Qui sotto trovate l’indirizzo del sito del Guggenheim, dove potrete anche acquistare i biglietti di ingresso scontati rispetto alla vendita in loco:

Guggenheim

Bilbao, museo a cielo aperto

Bilbao, museo a cielo aperto. Non ho altre parole per definire questa città che, da qualunque lato la si guardi, sembra emanare un’aurea di arte e di design. Passeggiando per le strade della città moderna, tra Indautxu e Abando, infatti, vi ritroverete davanti ad enormi edifici realizzati da architetti e designer di fama mondiale. Uno di questi è lAzkuna Zentroa (o Spazio Alhóndiga) progettato dall’architetto Philippe Starck e adornato da 41 colonne, tutte diverse tra loro, ideate dallo dallo scenografo italiano Lorenzo Baraldi. La diversità degli stili dello colonne ha un significato ben preciso e sono lì per raccontare come l’arte sia una mescolanza di culture che attraversa il genere umano e la sua storia. Il centro è uno spazio culturale e per eventi, che ha al suo interno anche una bella piscina per l’attività sportiva, visibile dal piano terra, oltre ovviamente ad una vista panoramica sui tetti della città.

Continuando a passeggiare per la città, ritroverete spesso nel vostro cammino sedie e tavoli sparsi qua e là. Anche in questo caso si tratta di curiose installazioni a cielo aperto: i bilbaini sono molto creativi.

La Bilbao verde

Una delle cose che mi ha colpito maggiormente di questa metropoli del nord è stato il suo verde intenso. Bilbao è costellata di piante e di parchi. Il più importante, forse, è quello intitolato a Doña Casilda, un’area grande, attrezzata ed elegante, dove i bilbaini trascorrono le loro giornate di relax o praticano sport all’aria aperta. Non sarà inusuale, infatti, trovare classi di yoga sul prato o mamme che camminano leggere con i passeggini appresso.

Un’altra area verde la potete ricercare nella parte alta della città, quella raggiungibile dalla funicolare di Artxanda. Il biglietto costa 2,50€ e il viaggio dura più o meno tre minuti. Verrete condotti nel punto più alto di Bilbao, per godere del panorama o fare una passeggiata tra le colline intorno. Anche qui non è raro vedere persone impegnate in un picnic all’aria aperta.

Bilbao a misura d’uomo

Bilbao è una città del nord della Spagna, ma per alcuni aspetti mi ha ricordato una città del nord Europa. Questo perché è molto attenta ad alcune categoria di persone, troppo spesso dimenticate. Spargliate di tanto in tanto, troviamo infatti delle postazioni per permettere alle persone più anziane di fare attività sportiva e motoria e tanti parchi gioco per i più piccoli.

Stili diversi che si avvicinano, senza mai scontrasi. Anche questa è la Bilbao che ho amato. Il municipio è elegante e imponente, come la vecchia stazione. Il mercato della Ribera invece appare allo stesso tempo contemporaneo e antico. Ma di questo tempio del gusto vi parlerò più avanti nel post dedicato alla gastronomia di Bilbao.

I dintorni di Bilbao

Bilbao è una città che si visita tranquillamente in tre giorni. Per questo potrete inserire nel vostro itinerario di viaggio anche alcune altre tappe.

Portugalete e Getxo

In realtà, attaccate alla città che neppure vi sembrerà di esserne usciti, ci sono alcuni paesini che spesso vengono confusi con Bilbao stessa, tanto i confini si perdono. Uno di questi è Portugalete, grazioso centro urbano, conosciuto soprattutto per il suo Puente colgante o ponte sospeso o ponte di Vizcaya. Si tratta del più antico ponte trasportatore del mondo ancora funzionante e fu progettato da uno dei discepoli di Gustave Eiffel per collegare la città di Portugalete a quella di Getxo, senza interrompere il flusso navale che passava per il Nervión. La sua attività fu bloccata soltanto nei 4 anni della guerra civile spagnola e nel 2006 venne dichiarato patrimonio dell’Unesco. La cabina del ponte parte ogni cinque minuti e il costo del biglietto è di 0,40 €.

Al di là del ponte c’è Getxo, sull’estuario del fiume Nervión. Concedetevi una passeggiata sul lungomare, dove potrete ammirare il porto turistico e le persone che fanno scuola di vela. Dalla parte opposta tutta una serie di ville che guardano il mare. Qui vi renderete conto di come questa sia una zona molto ricca del Paese, con costruzioni di lusso, che vantano firme importanti.

Andando oltre il lungomare, ecco il paesino dei pescatori. Un vero gioiello incastonato nelle rocce, con un dedalo di via intricate e casine che sono a metà strada tra le ambientazioni greche e quelle inglesi della costa. Per raggiungere il villaggio dei pescatori potete prendere un autobus o chiamare un taxi: la passeggiata infatti è un po’ lunga e se beccate una giornata fredda, come quella che ho trovato io, il vento diventerà il vostro peggior nemico.

Gaztelugatxe

Fan del Trono di Spade a noi! A quaranta chilometri da Bilbao c’è un qualcosa che vi lascerà a bocca aperta. In realtà Gaztelugatxe ha lasciato a bocca aperta anche me. Un luogo unico, magico e fuori dal tempo, che davvero non si può perdere se si trascorre qualche giorno nei Paesi Baschi.

San Juan de Gaztelugatxe è uno di quei posti che si vedono nelle fiabe o nei libri di avventura e trovarselo di fronte agli occhi significa avere davanti una bellezza imponente e senza tempo. Arrivarci non è semplicissimo, nel senso che il modo più rapido ovviamente rimane l’automobile, ma è raggiungibile anche con i mezzi pubblici.

Ci sono due soluzioni con Bizkaibus. La prima è quella di prendere da Plaza Moyúa l’autobus 3518, che percorre l’autostrada (quindi è più veloce) e arriva a Bakio. Da qui dovrete prendere un taxi o un altro autobus. La seconda è quella di prendere un autobus, in una stradina che si affaccia sempre su Plaza Moyúa l’autobus numero 3517, che in un’oretta e mezzo circa vi condurrà al punto di partenza del cammino di Gatzelugatxe. Il biglietto in teoria lo potreste acquistare anche a bordo, ma con le regole anti – covid vi servirà una tessera per i trasporti, la Barik (che potrete utilizzare su tutta la rete di trasporti della Comunità Autonoma), acquistabile e ricaricabile nelle stazioni della Metro.

Una volta arrivati vi troverete davanti a due sentieri, uno più breve ma più ripido e l’altro più lungo. Tra andata e ritorno considerate più o meno 5 chilometri per un’ora e mezzo o due di visita. Attualmente, sempre a causa del covid, i percorsi sono obbligatori, così come è obbligatoria la prenotazione per evitare assembramenti. In ogni caso, la prenotazione ci vuole sempre in alcuni periodi, come la stagione estiva.

La particolarità di questo luogo è che, per raggiungere l’eremo, dopo aver fatto il percorso a piedi, dovrete fare anche 241 scalini. Non vi preoccupate, è tutto molto semplice. Pensate che molte spose arrivano sull’eremo vestite di tutto punto per scattare le classiche foto di rito in un’ambientazione spettacolare.

Io sono stata “fortunata”, perché, essendo gli ingressi limitati e scaglionati, ho potuto godere di Gatzelugatxe al meglio, seza calca e quasi senza rumore.

L’eremo purtroppo era chiuso e non è stato possibile visitarlo al suo interno. Quello che vi posso dire è che è stato costruito nel X secolo in onore di San Giovanni Battista e che, negli anni, è stato protagonista di storie di naufraghi, pirati e leggende. E durante l’inquisizione spagnola fu utilizzato come prigione per le donne accusate di stregoneria La tradizione vuole che si suonino le campane per tre volte per poi esprimere un desiderio, ma purtroppo “sarò costretta” a tornarci per esprimere il mio.

Per questi motivi non sembra strano ritrovare Gaztelugatxe tra le immagini del Trono di Spade, dove prende le sembianze della dimora della Regina dei Draghi. Pare che gli sceneggiatori avessero già scelto altre location in Spagna, ma quando videro Gaztelugatxe se ne innamorarono perdutamente. A ragione, dico io.

Unico accorgimento prima di iniziare il cammino: portatevi appresso acqua e andate prima in bagno (non ce n’è nessuno sul percorso). In ogni caso potrete trovare sulla via alcune fontane di acqua potabile. Per quanto riguarda il cibo, ci sono due punti di ristoro ben forniti di tutti i pintxos del mondo, ma mangiate dopo il trekking che è meglio (come direbbe Quattrocchi). Per il resto godetevi la passeggiata ed immortalate ogni angolo di questo paradiso a picco sul mare.

Al di là di Bilbao: un giorno alla scoperta di Vitoria – Gasteiz

Quando ho organizzato il mio viaggio a Bilbao, la versione originale prevedeva 4 notti di soggiorno. Per motivi che non sto qui a spiegarvi, questa si è trasformata in una vacanza di una settimana e così mi sono trovata a scegliere una tappa in più lungo il percorso già deciso. Non avevo voglia di San Sebastian: vivo in una città di mare e sentivo di essere alla ricerca di qualcosa di diverso. La scelta è caduta su Vitoria – Gasteiz, capitale dei Paesi Baschi e città troppo spesso sottovalutata.

Vitoria – Gasteiz è un piccolo gioiello che, invece, una visita la merita. Certo, non è enorme, quindi vi basteranno uno o due giorni. A meno che non vogliate avventurarvi in tutti gli angoli verde che questa città possiede. Nel 2012, infatti, è stata designata anche come capitale verde dei Paesi Baschi, in quanto, pensate, per ogni abitante ci sono quasi 60 metri quadrati di verde. Una meraviglia, insomma. C’è anche un parco, che non sono riuscita a visitare, ma che mi hanno consigliato per una giornata di trekking (controllate il sito dell’Anillo Verde)

Vitoria – Gasteiz è un graziosissimo borgo medioevale con le case tipiche del Casco Viejo e una Cattedrale meravigliosa a tal punto da essere stata più volte osannata dallo scrittore Ken Follet. Purtroppo non sono riuscita ad entrarci, in quanto è necessaria la prenotazione e la visita di gruppo. Tradotto, chi viaggia in questo strano periodo mondiale deve essere organizzato fino al più piccolo dettaglio.

Ad ogni modo, lo spirito medioevale di Vitoria – Gasteiz si respira in ogni angolo di strada, con le case e i tipici miradores sparsi per le piazze e le vie strette del centro storico, con la Plaza Nueva o di Spagna, che ricorda le sue “cugine” disseminate nel territorio. Il Casco Viejo è conosciuto anche come Almendra Medieval, ovvero mandorla medioevale: cosa che io, sarò sincera, non ho notato, ma che a quanto pare sia vera.

A Vitoria – Gasteiz vi ritroverete per tutto il tempo in un su e giù senza tempo. Sono tante le stradine in pendenza e le scale, ma non vi preoccupate, ci sono anche tante scale mobili, realizzate apposta per chi vuole conservare le forze.

Al di là di quello che è il valore artistico di Vitoria in senso storico, da qualche anno a questa parte molti palazzi della città stanno subendo una bella valorizzazione per merito degli artisti locali. Ad ogni angolo potrete trovarvi di fronte ai murales realizzati per un’iniziativa del comune qualche anno fa e che ora stanno creando un vero e proprio itinerario turistico (trovate qui tutte le informazioni).