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Ho ricevuto il più bel regalo possibile quando mi è stato messo in mano un biglietto per andare a Tel Aviv. Sapevo già che in realtà la mia destinazione sarebbe stata Gerusalemme. Avrei raggiunto due tra le mie persone preferite per qualche giorno e mi sarei insinuata e infiltrata nel loro lunghissimo viaggio. E così sono finita per quattro giorni a Gerusalemme, e ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita. 

Cosa mi aspettavo? Una città ricca di storia. Una città orgogliosa, una città complicata. Ho trovato tutto questo, ma ho trovato anche una città giovane, piena di vita e di ragazzi. Una città in cui si mischiano tante realtà, in cui il passato torna in continuazione, in cui si vive nel presente nonostante tutte le contraddizioni e gli attriti attuali. Gerusalemme, come nessun altro posto che ho visitato, è riuscita a lasciarmi stupita per la sua bellezza e per il suo carattere. Credo che sia una delle città più belle che abbia mai visto e la mia mini esperienza in Israele una delle più belle mai fatte nella vita. Sembra banale l’uso ripetuto di questo aggettivo, ma per me è addirittura riduttivo. 

Gerusalemme è una città con una storia complicata, che si trova all’interno di un paese complicato. E’ una città che, più di qualunque altra, ha tenuto viva la sua storia. E’ la città sacra per eccellenza e tutta questa sacralità la si respira. Ma quello che rende unica questa città è anche l’essere contemporaneamente giovane e al passo con i tempi. E’ una città dai mille segreti e storie nascoste e angoli con profondi significati. Il mio consiglio, per chi viaggia spinto da motivazioni religiose, organizzatevi con una guida. Trovare da soli e scoprire le storie custodite tra quelle strade non è facile. Per chi viaggia guidato dal sacro e puro spirito della conoscenza, come la sottoscritta, ecco le tappe imperdibili e fondamentali che hanno portato me ad amare questa città.

La città vecchia 

Gerusalemme è una città molto grande ma il suo cuore è sicuramente la città vecchia. Un dedalo di strade antiche in cui si intersecano vari quartieri, arabo, ebreo, armeno e cristiano. Qui non si fa fatica a respirare la sua storia. Non si fa fatica ad immaginare quello che accadde per quelle strade tantissimi anni fa. Alla città vecchia si accede dalle sette antiche porte, le stesse che percorrevano i crociati. Per chi sta in centro l’accesso più comodo è sicuramente la Porta di Jaffa. Lasciandosi alle spalle le mure antiche, si entra subito in un dedalo intricato di vicoletti, spesso coperti, pieni zeppi di bazar che vendono qualunque tipo di cosa. L’idea è proprio quella di un classico mercato dal gusto arabeggiante, siamo nel quartiere arabo. Si rimane rapiti da questa zona e ci si perde volontariamente. All’interno di questo stretto labirinto, se vi ritrovate di punto in bianco ad un check point, ecco avete la certezza di essere arrivati in uno dei posti più belli che Gerusalemme possa offrire, il Muro Occidentale, conosciuto anche come il Muro del pianto. 

Muro del pianto

Uno dei luoghi più sacri della città per gli ebrei. Qui si prega dalla mattina alla sera. Il muro è ciò che resta dell’Antico Tempio, dove andava a pregare Gesù per capirci, che fu distrutto dai romani. La zona è divisa in due, un accesso agli uomini e uno, molto più piccolo, riservato alle donne. L’ingresso è libero ma chi si reca qui per pregare deve essere vestito in maniera adeguata. Per le donne è obbligatorio avere spalle e gambe coperte e per gli uomini è necessario coprire anche il capo. Sono rimasta affascinata da questo luogo, sono tornata più volte qui, perché volevo impregnarmi di tutta questa atmosfera e di tanta bellezza. Lo so, si tratta solo di un muro, ma non è tanto l’edificio, quanto l’atmosfera quella che ho sentito più cara.

Via Dolorosa

All’interno della città vecchia, tra il mercato e le strette strade lastricate di pietra, si trova la Via Dolorosa. Inizia dall’edificio del Pretorio, dove avvenne il famoso discorso di Ponzio Pilato e la condanna di Gesù, e comprende tutte le stazioni della Via Crucis. Le ultime tre stazioni sono state incorporate nella Basilica del Santo Sepolcro, questo è il luogo della crocifissione, unzione, sepoltura e resurrezione. E’ uno dei luoghi più sacri per i cristiani.

Il monte del tempio 

Dove tanti anni fa sorgeva il Tempio Sacro, di cui oggi rimane solo il Muro Occidentale, sorge la Spianata delle Moschee o il Monte del Tempio, uno dei luoghi più contestati della città. E’ un luogo sacro per le due religioni principali della città. Su questo luogo si è giocata parte della partita per il controllo della città e ancora oggi è un luogo contestato. La gestione di questa zona è affidata al Waqf, che fa capo al governo giordano. L’accesso al promontorio avviene dal lato del Muro Occidentale, qui ci si sottoporrà a degli ulteriori controlli, in cui si presta attenzione a tutto ciò che possa creare tensione in una parte della città in cui l’equilibrio è particolarmente delicato. Se indossate o portate con voi simboli religiosi, sappiate che potrebbero crearvi dei problemi. La fila per entrare è spesso molto lunga, perché gli orari di visita sono ridotti. Controllateli sul sito appena prima di partire, e una volta dentro sappiate che non potrete visitare nessuna Moschea, l’accesso è consentito solo ai Musulmani. Ma la vista della Cupola della Roccia sarà sufficiente ad inondarvi di bellezza. Un’ultima accortezza per visitare questo sito è necessario essere vestiti in maniera decorosa. Pantaloni lunghi per tutti e spalle coperte per le donne. Inoltre non sono consentiti atteggiamenti romantici o effusioni di nessun genere. Insomma non abbracciatevi, nemmeno per per fare le foto, sarete ripresi dalle guardie, le cui urla non sono molto piacevoli. Una volta uscite dal Monte del Tempio, la destinazione perfetta per un itinerario è il Monte degli Ulivi. Per arrivarci noi abbiamo fatto una grande deviazione, passando per il confine con la Giordania e arrivando a Jerico. Ci siamo imbattute in un simpatico tassista palestinese che ci ha proposto un cambio di programma e noi abbiamo accettato di buon grado. La gita a Jerico è stata bellissima, abbiamo avuto modo di vedere una realtà diversa che si trova appena si varcano i confini di Gerusalemme, fatta di muri e povertà, segregazione e come sempre tante contraddizioni. Con il senno di poi abbiamo fatto la scelta giusta, la racconteremo più nel dettaglio in un altro post in cui racconteremo meglio della Palestina. Certo che detta così potrebbe sembrare un po’ azzardato salire su un taxi con uno sconosciuto e farsi portare al confine di un altro Paese. In realtà è stato tutto molto tranquillo e la sensazione che abbiamo avuto è che questi tour siano organizzati ad hoc. Quindi se vi trovate nei pressi della Porta dei Leoni e vi propongono una gita a Jerico e siete interessati, contrattate.

Monte degli Ulivi 

E’ un monte che si trova fuori dalle mura della città, è un luogo particolarmente sacro agli ebrei che da millenni vengono sepolti qui, il nostro autista/guida che ci ha accompagnato nel giro turistico ci ha raccontato che per essere sepolti qui oramai si spendono sino a centomila dollari. Qui dovrebbe svolgersi, secondo le Sacre Scritture, l’ascensione al cielo quando avverrà la fine del mondo. Da qui si gode una vista eccezionale che fa comprendere la grandezza della città. Ai piedi del monte si trova il Giardino dei Getsemani. Si racconta che fu proprio qui, in mezzo a dei piccoli ulivi, ora millenari, che Gesù si rifugiò dopo l’ultima cena e dove venne arrestato dai miliziani romani. Per raggiungere il Monte degli Ulivi è consigliabile prendere un taxi o un autobus, la strada si trova tutta in salita.

Il Mercato di Mahane Yehuda

Una delle cose più belle della città è sicuramente il mercato di Mahane Yehuda. I colori, i profumi, le tradizioni, c’è veramente tutto. Il mercato è una parte importantissima della città, fa parte della sua vita e non è sicuramente una di quelle attrazioni costruite ad hoc per i turisti e questo lo rende ancora più vero. Di giorno si cammina tra i venditori di spezie e di frutta e di tutte le leccornie possibili ed immaginabili. Di notte cambia vita, i locali al suo interno accendono la musica e tutto il mercato si trasforma in un luogo di festa. Bellissimo e consigliato anche a delle donne che viaggiano da sole.

In questo viaggio una parte importante l’ha avuta sicuramente il cibo, alcuni sapori li porterò per sempre con me, certa che mi ricorderanno per sempre questa parte di mondo. Per questo motivo nel nostro blog ci sarà un post dedicato tutto alla cucina israeliana e ai suoi angoli magici. 

Il quartiere ultra Ortodosso Meah She’arim  

Meah She’arim è il quartiere ultra ortodosso di Gerusalemme. Qui si vive ancora secondo i più rigidi e stretti precetti religiosi. La vita in questo quartiere ruota tutta intorno allo studio dei testi sacri e alla protezione delle tradizioni. Il tempo si è fermato a Meah She’arim, gli uomini e le donne si vestono ancora come nel VIII secolo, e gli abitanti di questo quartiere vivono completamente chiusi nei confronti della vita moderna dell’esterno. I visitatori non sono molto graditi, senza giri di parole, e sarebbe meglio, anzi togliete il condizionale, evitare la visita al quartiere durante lo Shabbat, che va dal tramonto del venerdì sino al tramonto del sabato. All’ingresso del quartiere grandi manifesti invitano i turisti ad allontanarsi e non disturbare e offendere con il loro comportamento i suoi abitanti. Se decidete di visitarlo, vi troverete davanti un quartiere un po’ degradato, il contrasto con la Gerusalemme giovane e moderna descritta sino ad ora è forte. 

Consigli pratici 

Come arrivare 

L’aeroporto più comodo e vicino è sicuramente quello di Ben Gurion a Tel Aviv. Una volta qui, arrivare a Gerusalemme è molto semplice. Si può arrivare in autobus con un taxi collettivo o con il treno. Il viaggio in treno è fortemente consigliato perché molto comodo, economico e rapido. Il treno ferma alla stazione centrale, che è in centro città e a circa 20 minuti a piedi dalla Porta di Jaffa, uno degli ingressi più pratici che porta dal centro alla città vecchia. Ricordate che se arrivate durante lo Shabbat, dalla notte del venerdì al tramonto del sabato, le cose cambiano. Il riposo dello shabbat qui è osservato praticamente da tutti. Tutti i servizi, o quasi, vengono interrotti. Leggete il nostro post cose da sapere prima di partire in Israele per aver maggiori informazioni. 

Come vestirsi 

Una domande che mi sono posta più e più volte, prima di partire per questo viaggio, è stata, come mi dovrò vestire? Sicuramente farà caldo, mi dicevo. C’è il deserto vicino, come è possibile il contrario? Bene, è possibile. Per la sua posizione verso l’interno del paese, Gerusalemme non gode del clima mite di Tel Aviv. Le temperature d’inverno scendono parecchio e può capitare anche che nevichi. La sera c’è una grande escursione termica. Come vestirsi? In autunno e d’inverno la mattina le giornate possono essere belle tiepide, ma la sera avrete sicuramente necessità di un giubbotto, un maglione e una sciarpa. D’estate le temperature si alzano parecchio e possono diventare torride, ma non dimenticate l’escursione termica e di portare sempre con voi un giubbino leggero e una pashmina. Insomma il consiglio migliore è quello di vestirsi a strati, la classica cipolla di cui si parla sempre.

Abbigliamento richiesto

Gerusalemme è una città molto giovane, lo si respira per le sue strade, nei locali alla moda, nelle risate dei ragazzi che affollano il centro. Non ci sono particolari regole di abbagliamento. Detto questo è comunque importante ricordare che alcuni luoghi sono considerati sacri e per questo vanno rispettati. Un abbigliamento decoroso è consigliato per andare in giro per la città. Le regole cambiano poi, come avete letto, nel quartiere ultra ortodosso e nella spianata delle Moschee, in cui è richiesto un abbigliamento che non lasci in vista parti del corpo, come le gambe o le spalle per le donne.

Dove dormire

Gerusalemme pullula di hotel, di ostelli, di bed & breakfast e di case. Se avete voglia di vivere un’esperienza diversa dal solito, potete anche pensare di prenotare un posto letto (anzi una capsula) presso il Capsule Inn . Noi non ce la siamo sentite e abbiamo soggiornato in un bellissimo appartamento tutto per noi, su Jaffa Street, che sentiamo di consigliarvi nella maniera più assoluta: il Check In Jerusalem. Ambiente meraviglioso e moderno, appartamento centralissimo e una reception fatta di ragazze gentilissime che non vedranno l’ora di darvi milioni di consigli sulla città. Senza contare che avere una cucina con una macchina per il caffè e il tè diventa fondamentale per non spendere tutti i soldi destinati alla vacanza nelle dispendiose colazioni israeliane.

Monica

Innamorata del mondo digitale e curiosa di tutto ciò che non conosco, sono continuamente impegnata a scoprire, osservare, testare e raccontare tutte le novità in cui mi imbatto.

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